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PostHeaderIcon SERATE BRAVE NEL CORTILE DELL’ASILO

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tetto asilo FSERATE BRAVE NELCORTILE DELL’ASILO.
I NOSTRI RAGAZZI HANNO TUTTO O VIVONO NEL NULLA?
MA E’ CAUSA LORO?
Una sera d’inizio estate, un gruppo di ragazzini/e, giovanissimi, gente attorno all’età delle scuole medie, sono entrati dal parco, superando la ringhiera divisoria, nell’area del nostro Asilo, come forse hanno fatto già altre volte.Non sono a casa loro ma si muovono come se fossero padroni di tutto, poi salgono sul tetto e si scattano anche la foto ricordo.
Che si rompano le tegole camminando,per loro è assolutamente secondario.
E’ il sabato 11 luglio. Entrano di nuovo nell’area giochi della nostra Scuola Materna San Marco.
Ad un certo punto una signora del vicinato chiama i vigili urbani (un ringraziamento particolare a questa signora). I vigili arrivano (grazie anche a loro per l’intervento), identificano i ragazzini, chiamano i genitori per riconsegnarli.
L’area dell’asilo è in disordine, alcuni giochi sono danneggiati, un vetro è stato rotto, immondizie sparse ...
Poi qualcuno deve ripulire l’area: in mezzo alle varie schifezze ci sono bottiglie rotte e intere, pacchetti vuoti e mozziconi di sigarette, buste vuote di preservativi (“ma dai! Sono così piccoli! Forse non è roba loro. Magari li ha lasciati qualcun altro”. Certo, sicuramente, magari ne hanno fatto palloncini oppure è passato un ufo ...), e deodorante (così si può anche tornare a casa già deodorati).
Questi sono i dati, ognuno può fare le sue considerazioni e deduzioni.
Prima osservazione.
 

PostHeaderIcon RISVEGLIATI DALLA REALTA' E DAL PAPA

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ProfughiRISVEGLIATI DALLA REALTA' E DAL PAPA

Quando alcune settimane fa un fiume di gente ha attraversato i Balcani è successo qualcosa di imprevedibile e ne sono rimasto colpito.
Di fronte all’imponenza di ciò che stava accadendo, in tante persone, dagli sconosciuti volontari occasionali fino ai politici, è accaduto un cambiamento! Un cambiamento di atteggiamento, di ragioni e di volontà. Certo, ci sono sempre i molti che non si spostano di un millimetro dalle loro idee o che antepongono a tutto le loro analisi raffinate oppure grossolane, ma non importa.
Quello che è stato evidente è che è successa questa cosa: molte persone sono cambiate. Anche degli stati (vedi per esempio Germania) hanno cominciato a dire e fare cose che fino ad un mese prima non si sarebbero mai sognati di fare, accogliendo persone a migliaia. La drammaticità della situazione ha aiutato ad emergere in tante persone alcune caratteristiche inestirpabili della nostra umanità. Siamo fatti così: siamo grandi quando vogliamo bene, siamo più veri quando diamo tempo, fatica, energia, soldi, siamo fatti per entrare in rapporto con tutti e per avere a cuore il mondo intero.
Fatti a Sua immagine e somiglianza.
E questo è più forte anche di tutte le considerazioni negative che possiamo fare, dei problemi che sappiamo esistono, dei giudizi su chi e perché sta venendo in Europa.
C’è qualcosa di più forte di tutto questo.
 

PostHeaderIcon UNA CHIESA DI MARTIRI

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IraqUNA CHIESA DI MARTIRI

Papa Francesco continua a ricordarci «la testimonianza dei cristiani, vittime di persecuzioni e violenze solo a causa della fede che professano. Soffrono. Danno la vita. E noi riceviamo la benedizione di Dio per la loro testimonianza».

Padre Douglas Bazi, dal 2013 è parroco nella chiesa di Mar Elia a Erbil nel Kurdistan iracheno (è qui che noi mandiamo il guadagno della sagra di san Marco di quest’anno, cercando di aiutare i cristiani perseguitati) e dice: «La verità è che non siamo preoccupati tanto di essere uccisi, piuttosto non vogliamo essere dimenticati».
Padre Douglas Bazi nel 2006, mentre era parroco a Bagdad, era già stato rapito. Lo hanno pestato, rotto il naso, spaccato i denti a martellate, lasciato quattro giorni senza bere. Gli dicevano: «Non hai paura di morire? Gli altri ci supplicano, perché tu no?». E lui rispondeva: «Gli altri non sanno cosa sono la vita e la morte». Racconta: «Mi hanno sparato, hanno fatto esplodere la mia chiesa, sono sopravvissuto a diversi attentati. Dopo il mio rapimento, nove anni fa, non ricordo di aver dormito più di due ore a notte senza incubi. Eppure io credo che la Grazia di Dio non si trasmetta senza il perdono. Altrimenti trasmetteremo l’odio e la vendetta».

 

PostHeaderIcon STIAMO DIVENTANDO TUTTI UN PO' FOLLI?

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CAMPANILE-WSTIAMO DIVENTANDO TUTTI UN PO' FOLLI?

Siamo in piena sagra di san Marco.
Un vicino di canonica viene a protestare perché una cornacchia «è prigioniera all’interno del campanile, le campane possono danneggiarla e rischia la vita»! Io spiego che la cornacchia è lì a pranzo, sta mangiando colombi, e può andare e venire quando vuole attraverso i buchi nella rete.
L’indomani mattina i Vigili del Fuoco sono tempestati di telefonate e mi chiamano. Spiego la situazione e sembra tutto chiarito.

Sono circa le 18.30 di venerdì 24 aprile: arriva una autopompa con quattro Vigili del Fuoco accompagnati dal vicino “animalista” per intervenire in favore del corvo!
Li accompagno sul campanile, vedono che gli uccelli vanno e vengono, ridiscendono e tornano a casa. E’ già grossa così, ma non è mica finita!
Il giorno dopo, san Marco 25 aprile, manca poco alle tre del pomeriggio e arrivano due autoscale con otto
Vigili del Fuoco, accompagnati da quattro rappresentanti di una associazione ambientalista.

Vi immaginate due autoscale con scale allungabili a oltre 30 mt qui dietro la canonica? Tutto bloccato.
Stupito chiedo se si rendono conto di quello che sta succedendo.
I Vigili del Fuoco ho capito che, cambiato turno, non sapevano dell’intervento della sera precedente e gli ambientalisti mi hanno detto che “anche il corvo è una creatura di Dio e anche lui ha diritto di vivere”.
Avevano fatto filmati al campanile con il corvo, secondo loro, intrappolato, ecc.

Accompagno di nuovo i Vigili sul campanile, vedono che non c’è nessun intervento da fare, ridiscendono, bevono il caffè con noi e poi se ne tornano alla loro sede.

In meno di 24 ore: 12 vigili, due autoscale, una autopompa! Per un corvo che può andare e venire quando vuole! Siamo diventati matti?
Quanto costano questi interventi? Quanta gente si potrebbe aiutare (visto che tutti dicono che non ci sono soldi)? Ma “anche il corvo ha diritto di vivere”!

 

PostHeaderIcon GESU' E' RISORTO! ALLORA HA RAGIONE BESHIR

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GESU' E' RISORTO! ALLORA HA RAGIONE BESHIR

eclisse 01 IMG 3926 10.29 50Questi mesi sono stati segnati da atti terroristici e dalla persecuzione dei cristiani in diverse parti del mondo.
Papa Francesco all’Angelus dello scorso 15 marzo ha ripetuto: «I nostri fratelli versano il sangue soltanto perché sono cristiani (…) Che questa persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere, finisca e ci sia la pace».
Le potenze difendono i loro progetti politici ed economici, non i cristiani. E tutte le ultime guerre nel vicino Oriente iniziate con la scusa di abbattere i dittatori, hanno solo peggiorato la situazione, soprattutto per i cristiani.
Non possiamo restare indifferenti, né possiamo far finta, come dicono tanti, che l’Islam sia estraneo a queste situazioni. I più restano spettatori e tanti altri hanno le loro idee, magari anche giuste, su come si dovrebbe intervenire. Ma lo scorso febbraio degli amici mi
hanno fatto vedere una testimonianza impressionante e quando l’ho fatta rivedere c’è chi mi ha detto: «è impossibile!».
Vi ricordate i 21 cristiani copti egiziani rapiti e uccisi, decapitati, dagli estremisti musulmani in Libia?
Qualche giorno dopo arriva una telefonata, durante un programma musicale, alla TV seguita dai cristiani del Nord Africa e del Medio Oriente: interviene Beshir, egiziano, fratello di Bishoy e di Samuel, di 25 e 23 anni, due dei 21 uccisi.

Le sue parole, cariche di misericordia, ci lasciano sorpresi e colpiti: «La gente ci crede in preda alla disperazione: in verità siamo orgogliosi dei nostri martiri. I cristiani vengono perseguitati fin dal tempo degli antichi romani.
La Bibbia ci dice di amare i nostri nemici e di benedire chi ci maledice.
Ringrazio l’Isis per non aver tagliato nel montaggio le voci dei martiri quando a pochi secondi dall’esecuzione imploravano
Gesù e ribadivano la fede in Cristo. In questo modo l’Isis ha rafforzato la nostra fede».
Il conduttore del programma gli chiede se i suoi sentimenti siano condivisi anche dalla sua famiglia.
«Ho sentito oggi mia madre, le ho domandato cosa avrebbe fatto se avesse incontrato per la strada il boia dei suoi figli. Mi ha risposto che lo inviterebbe a casa regno dei cieli».
La telefonata si conclude con una preghiera per i membri dell’Isis: «Possa Dio salvarli aprendo i loro occhi, facendo svanire la loro ignoranza e i cattivi insegnamenti che hanno ricevuto. Amen». Questa è una umanità diversa! Questo è il cristianesimo!
...

 
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